Archiviato in: Società | Tag: distributore, giappone, sigarette, tabacco, Taspo, tessera
A partire da questa primavera, il governo giapponese ha deciso di fare un grosso sforzo (e una grossa spesa) per sradicare il problema del fumo tra i minori (in Giappone la soglia sono i 20 anni), introducendo l’uso di una tessera magnetica tipo carta di credito (con tanto di nome e numero di serie incisi) per comprare le sigarette al distributore.
Questa carta si chiama Taspo e può essere richiesta tramite un modulo apposito che si trova nei distributori di sigarette. Ecco la spiegazione che si trova nella busta col modulo.

Ci sono due tipo di carta, quella normale e quella ricaribile, con la quale non devi più mettere i soldi nel distributore perchè la puoi ricaricare al combini una tantum e ti risparmia anche quella fatica.
Come vedete nella figura, i ditributori saranno dotati di una fotocellula in grado di riconoscere la carta e quindi permettervi di comprare le sigarette. Se non hai 20 anni non puoi compilare il modulo, niente modulo niente carta, niente carta niente sigarette… Si può sempre andare al combini o dal tabaccaio, ma potrebbero chiederti un documento e lì sei fregato…
Ecco come si presenta il modulo. Potete cliccare sulla foto per ingrandire.
Bisogna complilarlo in tutte le sue parti, attaccare una foto, e rispedire corredato di una fotocopia di un documento (per i gaijin va bene la gaijin touroku card). Dentro al plico c’è già la busta affrancata per spedirlo indietro (in Italia esistono ste cose???).
Il retro è più interessante. Oltre alla fotocopia di un documento, nel caso in cui l’indirizzo o il nome inseriti sul fronte non combacino, bisogna anche incollare la fotocopia di un documento che attesti il cambio di residenza (tipo una bolletta) o di cognome. Notare il tratteggio a bordo pagina, che segnala i margini entro cui le suddette fotocopie vanno incollate. Roba da maniaci.
Ma il bello sta in basso a destra. Compare una check list!!! Per non dimenticare mai nulla!!! La lista recita più o meno così:
Check point prima di rispedire il modulo.
1.I dati inseriti sono tutti giusti?
2. Avete attaccato la foto?
3. Avete attaccato la/le copia/e dei documenti?”
Se la risposta alle domande è sì si può facoltativamente sbarrare la casella come conferma (per se stessi) che il modulo è a posto. Neanche alle elementari ci facevano fare queste cose!!! D’altra parte però capisco anche quei poveretti che si vedranno arrivare dei moduli mezzi complilati, con documenti mancanti o cose così, contattare poi gli invorniti è un bel mal di testa!!!
Il mio commento in ufficio è stato “Uno strano modo (ma efficace) di controllare il numero di fumatori (e non solo). Il Grande Fratello è arrivato anche in Giappone!”
Quello della mia collega “ma i soldi per questa cosa dove li hanno presi?” e quello del mio capo “Sugimoto san, me lo compili tu?”



